Cenni storici

Cenni storici

IL MEDIOEVO

In Casentino la presenza umana stanziale ha origini molto antiche, come attestano i numerosi ritrovamenti risalenti all’epoca etrusco-romana. Durante il Medioevo il territorio, interessato dal fenomeno dell’incastellamento, fu in gran parte sottoposto alla signoria feudale dei conti Guidi, famiglia di stirpe germanica; mentre una vasta zona che si estendeva lungo la riva sinistra dell’Arno era sotto il controllo dell’episcopato aretino. Importanti centri di potere furono anche le pievi e i monasteri, primo tra tutti quello di Camaldoli (fondato nei primi decenni dell’ XI secolo), seguito dal santuario francescano della Verna (le cui origini risalgono al 1213). 

IL LENTO DECLINO

Il lento declino dei conti Guidi, iniziato nel XIII secolo e minato dall’espansione dei comuni, culminò nel 1440, quando la vallata entrò a far parte della Repubblica Fiorentina, poi Ducato ( 1532 ) e successivamente Granducato di Toscana ( 1569) con l’annessione del Senese. Tra il XVI e il XVIII secolo l’area casentinese attraversò un periodo di crisi, legato alle difficoltà di sopravvivenza della popolazione, che traeva le sue risorse dall’agricoltura, dalla pastorizia transumante e dallo sfruttamento del bosco. 

LO SVILUPPO INDUSTRIALE

Una buona ripresa si ebbe grazie ai provvedimenti attuati in epoca lorenese; ma fu soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento che la situazione mutò radicalmente grazie allo sviluppo industriale del fondovalle, adatto alla localizzazione di attività produttive per la grande ricchezza di acque. Gli antichi mulini e le gualchiere furono sostituiti da lanifici, cartiere e ferriere e favoriti anche dalla realizzazione, durante gli anni Ottanta, della linea ferroviaria Arezzo-Stia. L’espansione, proseguita nei primi tre decenni del XX secolo con l’impianto di vari cementifici e di mobilifici, subì una forte battuta d’arresto a causa degli eventi bellici e postbellici. Gli anni della ricostruzione, seguiti dal cosiddetto “miracolo economico”, hanno prodotto grandi movimenti interni della popolazione che, abbandonate le zone più elevate, si è portata verso le aree a maggior concentrazione industriale. 

IL RECUPERO DEL TERRITORIO

Dalla metà degli anni Ottanta ad oggi il sempre maggiore interesse verso la salvaguardia e il recupero della cultura e delle tradizioni locali hanno invece dato e danno luogo a tutta una serie di iniziative volte a valorizzare le peculiarità collinari e montane del territorio casentinese.

Mappa